L’osservazione e l’analisi delle funzioni di un
organo come la lingua possono rivelare sorpresa e stupore.
La lingua è un voluminoso organo muscolare sporgente nel cavo orale,
innestato sulla mandibola e sull’osso ioide, che partecipa a cinque
importanti funzioni:
Essa è costituita da un insieme di muscoli
intrinseci e da altri che la raggiungono provenendo da altri organi e
comprende un corpo ed una radice (rispettivamente i due terzi anteriori o
buccali ed il terzo posteriore o faringeo) separati fra loro, sulla faccia
superiore, dalla “v” linguale.
Il corpo ha una faccia superiore, chiamata anche dorso, divisa dal solco
mediano, un apice, due margini laterali ed una faccia inferiore sulla quale
si inserisce il frenulo linguale che ha la funzione di trattenerla verso il
pavimento della bocca e quindi controllarla nei suoi movimenti mantenendola
così nella sua posizione corretta e lasciandone la punta libera di muoversi
all’interno ed all’esterno della cavità boccale.
La radice è rivolta posteriormente verso la faringe e si inserisce alla base
dell’epiglottide.
La lingua è rivestita dalla mucosa linguale, una particolare membrana che è
la vera a propria sede del senso del gusto. Essa presenta sul dorso una
serie di salienze chiamate papille linguali che le conferiscono il
caratteristico aspetto vellutato ed il cui nome specifico deriva dalla loro
morfologìa.
La “v” linguale è tracciata da una serie di papille circonvallate o
calciformi, presenti in un numero da nove ad undici, sensibili soprattutto
ai sapori amari.
Facilmente identificabili sono anche le papille corolliformi data la loro
forma cilindrica o conica, con la punta dotata di filamenti sottili disposti
a pennello.
Le papille filiformi sono simili alle papille corolliformi ma presentano un
solo filamento ed occupano la porzione di lingua antistante la “v” linguale.
Le papille caratterizzate da testa sporgente e da peduncolo si dicono
fungiformi, hanno colore rossastro e sono piuttosto evidenti.
Le vere papille gustative sono le calciformi e le fungiformi mentre le
filiformi e le corolliformi sono responsabili delle sensazioni tattili e
termiche.
I bottoni o calici gustativi sono gli organi del gusto. Disposti a cintura
sulle pareti delle papille, sono formati da migliaia di cellule gustative
che hanno la forma simile a bottigliette bombate con il collo che attraversa
gli strati epiteliali e sbocca sulla superficie per mezzo di un poro
gustativo. Le cellule di questi corpuscoli ricevono gli stimoli (il sapore)
e ne trasmettono il segnale al centro nervoso preposto, attraverso il nervo
glosso-faringeo. I calici gustativi sono presenti, seppur in minor numero,
anche sulla mucosa del palato molle.
Queste terminazioni nervose non assolvono indistintamente alla stessa
funzione. Esse sono differenziate e raggruppate in uno specifico ordine per
poter individuare i quattro sapori fondamentali: dolce, salato, acido ed
amaro.
Prove di assaggio con parti della lingua rese insensibili tramite iniezioni
locali di novocaina hanno
permesso di mappare la lingua in relazione alla sua capacità di percepire i
differenti sapori fondamentali.
Si è così potuto dimostrare che il sapore dolce è avvertito prevalentemente
alla punta della lingua, in quanto in questa zona vi è una concentrazione
dei corrispondenti calici gustativi, il sapore amaro sulla sua porzione
posteriore, quello salato in prossimità dei suoi margini laterali anteriori
e quello acido di quelli posteriori.
Le altre sensazioni prodotte dalle sostanze che si sciolgono in bocca
(sapore acre, piccante, metallico, aromatico, astringente, ecc.) sono invece
di tipo complesso: esse sono prodotte con la combinazione delle sensazioni
gustative fondamentali e di altre sensazioni come le olfattive, le tattili,
le visive, le termiche ed altre ancora.
Non tutti i sapori si percepiscono però con la stessa rapidità; per il
salato occorrono 0.17 secondi mentre l’amaro richiede tempi più lunghi: 0.25
secondi.
La percezione dei sapori risente quindi di diversi fattori come la pressione
dei cibi sulle papille, il suo tempo di contatto, la sua viscosità e la sua
temperatura e può essere influenzata anche dalle connesse sensazioni
olfattive. Infatti, un raffreddore che attenui le sensazioni olfattive
riduce inevitabilmente le percezioni gustative.
Per ricevere le sensazioni dei sapori è comunque necessario che le sostanze
dotate di qualità gustative siano solubili nella saliva e possano così
arrivare nelle papille.
Concentrandosi nel gustare cibi che abbiano prevalenza di uno o più sapori
fondamentali, sarà tutt’altro che difficile riscontrare queste curiose
sensazioni.

|