Nel 1506, papa Giulio II decise di affidare al
trentunenne Michelangelo la decorazione della volta della Cappella Sistina,
le cui pareti laterali già vivevano degli affreschi del Pinturicchio, del
Perugino, del Botticelli e del Ghirlandaio, che vi si erano avvicendati dal
1481 al 1483.
Michelangelo, nonostante si trattasse di un assai prestigioso incarico, ne
restò deluso poiché il pontefice gli aveva da tempo promesso la
realizzazione del proprio sepolcro. Egli tentò con tutti i mezzi di
convincerlo ad affidare ad altri quell'opera, asserendo di non essere un
pittore ma uno scultore e di non conoscere la tecnica dell'affresco.
Michelangelo Buonarroti
Fu così che, grazie ad un irremovibile Giulio II, Michelangelo si vide
costretto a realizzare contro la propria volontà uno fra i massimi
capolavori dell'arte di tutti i tempi, completato da lui medesimo,
trent'anni dopo, con il Giudizio Universale.

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